L’estate che non ti aspetti: l’AMA Festival torna a Romano d’Ezzelino con un cartellone trasversale
C’è qualcosa di genuinamente curioso nel modo in cui certi festival italiani riescono a costruire la propria identità anno dopo anno, lontano dai riflettori delle grandi kermesse metropolitane. L’AMA Festival è uno di questi: radicato nel parco di Villa Negri a Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza, ha saputo ritagliarsi uno spazio riconoscibile nel panorama estivo nazionale, mescolando con disinvoltura generi e generazioni.
Per l’edizione 2026, finalmente definita nella sua interezza dopo l’annuncio della preview di luglio, il festival occuperà il parco veneto dal 21 al 30 agosto. Dieci giorni in cui la musica farà da padrona, con un programma che — come da tradizione consolidata — riserva alla tranche agostana un’anima più pop e danzante rispetto alle date del mese precedente.
Dance, rock e ritorni: la formula che funziona
Il nome che colpisce di più, per chi segue la scena italiana da un po’, è senza dubbio quello dei Bluvertigo. La band di Morgan e Andy Fumagalli rappresenta uno dei capitoli più interessanti del rock alternativo italiano degli anni Novanta e Duemila: synth taglienti, attitudine post-industriale, testi che oscillavano tra nichilismo e ironia. Rivederli su un palco festival è un evento che merita attenzione, indipendentemente da qualsiasi nostalgia.
Dall’altra parte dell’Atlantico arrivano i Franz Ferdinand, band scozzese che dal 2004 non ha mai smesso di essere un punto di riferimento per chiunque ami il rock da ballare: chitarre angolari, ritmi sincopati, un’eleganza post-punk che li ha resi uno dei nomi più solidi dell’indie rock internazionale. La loro presenza in un festival italiano di queste dimensioni è una scelta coraggiosa e premiante.
A completare il quadro c’è Gigi D’Agostino, figura che polarizza ma che difficilmente lascia indifferenti: la sua capacità di riempire spazi enormi con una proposta dance che attinge alla memoria collettiva degli anni Novanta e Duemila lo rende un’attrazione di sicuro richiamo, perfettamente in linea con la vocazione più pop e popolare della seconda settimana del festival.
Un modello di festival che vale la pena difendere
Ciò che rende l’AMA Festival interessante non è solo il singolo nome in cartellone, ma la logica complessiva che lo governa: una programmazione articolata su più serate, in un contesto naturale come quello di un parco, con una curvatura che cambia nel corso delle settimane. Non un evento monolitico, ma un organismo vivo che si adatta al pubblico e alla stagione.
In un’epoca in cui i festival tendono a omologarsi verso l’alto — grandi headliner, grandi budget, grandi aspettative — esperienze come quella di Romano d’Ezzelino ricordano che esiste ancora spazio per una proposta più artigianale e territoriale. E che proprio in quella dimensione, spesso, si trovano le sorprese più genuine dell’estate musicale italiana.
Appuntamento, dunque, tra il 21 e il 30 agosto nel Vicentino: un’occasione per riscoprire classici, scoprire qualcosa di nuovo e ricordarsi perché la musica dal vivo, quando trova il contesto giusto, non ha rivali.







