Yellowjackets 4: il conto alla rovescia per la fine di un’era
C’è un momento preciso in cui una serie televisiva smette di essere semplicemente “buona” e diventa un fenomeno culturale. Per Yellowjackets, quel momento è arrivato quasi in silenzio, con la prima stagione andata in onda su Paramount+ nel 2021, capace di conquistare un pubblico trasversale grazie a una formula apparentemente semplice — un gruppo di ragazze sopravvive a un disastro aereo nei boschi canadesi — ma costruita su strati di tensione psicologica, ambiguità morale e un mistero soprannaturale mai del tutto risolto. Ora, con l’annuncio ufficiale della quarta stagione come stagione conclusiva, si chiude un capitolo che ha tenuto milioni di spettatori svegli la notte a formulare teorie.
Il nuovo teaser trailer ha rivelato la data di uscita autunnale, e già questo basta a scatenare un’ondata di emozioni contrastanti tra i fan. Da un lato il sollievo: finalmente avremo risposte. Dall’altro, la malinconia anticipata per la fine di qualcosa che difficilmente si ripeterà con la stessa intensità. Perché Yellowjackets non è mai stata soltanto una serie di sopravvivenza: è stata una riflessione brutale e lucidissima su cosa significhi essere donne in un mondo che le osserva, le giudica e spesso le dimentica.
La forza della serie risiede nella sua struttura duale, che alterna il passato — le adolescenti bloccate nella foresta negli anni Novanta — al presente, con le stesse protagoniste ormai adulte che portano i segni indelebili di quell’esperienza. Un meccanismo narrativo che le showrunner Ashley Lyle e Bart Nickerson hanno saputo gestire con rara abilità, evitando che i due piani temporali si cannibalizzassero a vicenda. Il cast, sia nella versione giovane che in quella adulta, ha offerto interpretazioni di straordinaria profondità: Melanie Lynskey, Juliette Lewis, Christina Ricci e Tawny Cypress, tra le altre, hanno costruito personaggi che restano impressi non per le loro azioni estreme, ma per la loro umanità ferita e contraddittoria.
La terza stagione aveva alzato ulteriormente la posta, approfondendo la natura dell’entità che sembra perseguitare le sopravvissute anche nell’età adulta, lasciando aperte domande fondamentali sull’origine del male che si è scatenato tra quegli alberi. Il teaser della quarta stagione promette che quei nodi verranno finalmente sciolti — o almeno, è quello che ci viene lasciato sperare. Il rischio, come sempre accade con i finali tanto attesi, è quello della delusione: quando una serie ha alimentato per anni teorie elaborate e aspettative altissime, qualsiasi conclusione rischia di sembrare insufficiente a qualcuno.
Eppure, ciò che rende Yellowjackets diversa dalla maggior parte dei thriller soprannaturali è che il suo vero cuore non è mai stato il mistero in sé, ma le relazioni tra le sue protagoniste. Il legame tossico e viscerale che le unisce, la complicità nel silenzio, la vergogna condivisa. Se il finale saprà onorare questa dimensione emotiva più che quella spettacolare, la serie potrà chiudersi con la dignità che merita.
In attesa dell’autunno, una cosa è certa: Yellowjackets ha già vinto la sua partita più importante, quella di lasciare un segno duraturo nel panorama televisivo contemporaneo. Il bosco ha ancora qualcosa da dirci, e noi siamo pronti ad ascoltare.







